Lis : iniziano gli esami

La tensione la settimana scorsa era salita di molto ora dopo gli esami iniziali, ne abbiamo altri 2 a metà marzo per il primo livello gli insegnanti hanno compreso che nelle 8 ore oltre ai loro sfinimenti c’è bisogno di sorridere in forma di metodo.

Le prove si suddividono in 2 fasi : la comprensione e la produzione.

Nella prima devi capire un video dove si segna e trascriverlo su un foglio verificando che le frasi abbiano un senso lessicale anche in italiano.

Nella seconda devi tradurre varie prove che vanno dalla dattilografia (la più semplice, si tratta di scrivere con l’alfabeto LIS che va ricordato e ben segnato, povere le mie dita che si alzano pur se non richieste!) al segnare i numeri (impazzimento) o dal segnare una breve frase (qui le dita sono solo un supporto perchè devi usare gli occhi, le spalle, le emozioni). Sono ultimo quasi alla pari con l’altro maschietto.

Un abisso di abilità con le 3-4 ragazze, le signore trentacinquenni e qualche anta che sembrano trovarsi a loro agio!

Si, sbuffano anche loro ma io le guardo con occhi spalancati e potrei fare i segni (questi li ho ben imparati) per dire ma cosa avete capito?

La docente dopo 1 ora di segni, di facce le più disparate e tentativi di ripetere (semo de coccio alcuni) ha bisogno di sali minerali e il segno del riposo (imparato stupendamente) o dello stop arriva con gran desiderio.

Ma questa esperienza oltre a riportarla per un tentativo di sensibilizzazione e condivisione con qualcuno di voi mi porta a parlare di più in casa e gran parte dei familiari si gode di questo mio esito al momento penoso ma senza ansia (si dicono , così sarà meno vanitoso !).

Essere ultimo specialmente nelle prove non è certo un piacere ma la LIS nel suo insieme presenta delle incertezze, vi ricordo che il corso è per disoccupati e non per crescita personale (a livello di FSE ci sono specifiche linee di finanziamento e modalità di erogazione e costi).

Quando di sera torno a casa se ho 1 ora la dedico a ricercare delle fonti on line sia per capire le problematiche sociali dei sordi (ancora il testo della grammatica dello Zanichelli riporta l’essere “sordomuto”, oggi non più accettabile e accettato dalla comunità tutta!) e ho trovato su youtube delle insegnanti che permettono di capire il segno, perchè sono una specie di vocabolario dinamico.

Certo costruire un dialogo ancora è presto e forse delimita l’immensa ricchezza di parole che si segnano e che per capirle necessita sopratutto  tanta…M..e..m..o..r..i..a.

Io non mi ricordo neanche i nomi dei docenti….LIS tò e LI..resterò?

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Ma la LIS è scuola?

Sono appena rientrato dalla chiusura settimanale del corso, ma facciamo un passo indietro.

Dalle emozioni che si erano manifestate nei primi 10 giorni, con il passar del tempo e il succedersi di diversi docenti (uomini e donne, sordi e non) si è creato una normale frammentazione del gruppo allievi, determinata dalle capacità di apprendimento, età, esperienze pregresse e probabilmente situazioni di disagio.

Io non sono più il tal personaggio e anche per me le persone assumono caratteristiche diverse. Le giovani donne vanno viste come figlie, le quarantenni come donne con compagni e …basta.

Quando ho detto che mercoledì erano le ceneri, ma molte son vegetariane, mi hanno ascoltato un paio ma  per cortesia.

Nessuna tradizione o credo religioso oggi è parte preminente del vissuto, si va in Chiesa anche in  discreto numero ma non è argomento degno di attenzione.

Non ho figli piccoli, ne acquisti da fare e per mangiare ho i miei 2 pezzi di pizza per i 2 euro quotidiani e così il mangiare per me è uscire dal gruppo e andare in pizzeria e alla lunga è uscire anche dalle relazioni.

Un docente ci ha bucati dentro collegando l’ascolto della musica ai segni, ma erano segni a specchio con poca nostra consapevolezza, ma che piacere ondeggiare, esprimere con le mani qualcosa che vibrava nelle orecchie.

Orecchie è qui la demarcazione….sono gli occhi, oltre che i ritmi delle dita (le mie anchilosate e scoordinate) ad essere la loro arma e mi accorgo cosa non vedo e potrei vedere.

Certi docenti si comportano come se fossimo a scuola (forse sono in torto io dovendo prendere una qualifica, ancorchè ricadente nella 845/78 leggete bene del 1978). Avranno pure modificato qualcosa ma è lei ancora la regina legislativa della formazione professionale. Possibile che la formazione che è il perno dell’innovazione, sia retta ancora con uno scenario di 36 anni fa?

Il corso è disomogeneo per età, competenze, obiettivi , esperienze pregresse e sentire la parola bocciato mi ha fatto una certa impressione.

La comunità dei sordi deve, a mio avviso, investire su questa formazione, ma diventare “amica” di noi eterogenei allievi e solo con la loro pazienza e voglia di conoscerci e comunicare (dobbiamo entrare in sintonia, io ho sempre visto e ascoltato, senza rendermene conto di queste azioni) forse potremo ampliare i loro diritti e migliorare il nostro apprendimento.

Avete capito che dopo 120 ore su 550 sto perdendo qualche architrave…ma “memoria” è la parola che ho ascoltato con più frequenza quotidiana e per tanti motivi, la mia è modesta.

LIS le prime prove

Faccio un’eccezione al rito quasi settimanale di condividere il corso LIS, avendo l’inizio settimana qualche ora in meno di lezione.

Da domenica ci siamo messi davanti allo specchio (nella LIS si segna come una mano davanti agli occhi) per vedere se scimmiottavamo qualcosa e poi è il primo prodotto richiesto dalla docente.

Filmare per 1 minuto una scenetta guidata, una presentazione. Prima l’ho scritta su un foglio e poi sono andato a vedere su un libriccino e sul web come si segnava (certo su carta è meno intuitivo) e ho provato per più volte.

Non ho mezzi tecnologi propri per filmare (scrivo su un Toshiba Satellite del 2006 con Ubuntu) e ho chiesto aiuto in famiglia, largo ai giovani.

Poi inviato su una piattaforma per comprimere il file e ringraziamenti della docente al ricevimento.

Una domenica segnata! Ma domani prima semi prova (un mezzo esame, non quello vero che sarà a marzo per il 1° livello, ne facciamo 3!!) e oggi la tensione si sentiva.

Ma dopo 20 giorni il gruppo è messo alla prova da diversi metodi di insegnamento (c’è differenza fra il docente che parla e quelli sordi) e sopratutto che ne sarà di questo studio? morirà come i tanti tentativi di imparare una lingua e questa a dire degli insegnanti è molto più difficile dell’inglese (che non ho mai imparato e che da 5 mesi stavo studiando con piacere on line e ora stop) e se ci proponessero di sviluppare un progetto?

Il gruppo, ma nessuno conosce bene l’altro, potrebbe nel parlare e non nel semplice ascoltare la lezione, far emergere personaggi imprevedibili!

Sapevo che si chiamava clima d’aula...basterà aprire le finestre visto che siamo sotto terra?

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Le prime ansie LIS

Eccoci qua dopo l’eco (per me appena percepito) del festival di  Sanremo (come segnarlo magari partendo da una barca?!) che non ho visto ne per interesse ne per stanchezza, riuscendo solo a vedere un po’ di  calcio 3-1, 3-1 essendo questi i risultati , identici, delle 2 partite giocate ieri.

Ma qui descrivo gli apprendimenti di chi parla, a volte anche tanto, del modo di comunicare di chi non ha avuto il dono  della voce ne del sentire.

Siamo alla 3 settimana e ieri sera non ne ero convinto: ho riguardato quindi il calendario ed è proprio così.

Mi sembra che sia passato più di 1 mese e allora il tempo perchè sembra così lungo? Perchè è intenso, ricco, fatto di alti e bassi, di invidia, perchè quella ragazza (in senso bonario e anonimo) ha risposto in un attimo oppure di relax perchè ho afferrato il concetto. Questi sono i corsi  e se l’insegnante usa l’espressione per gratificarti, ma era anche peggio se parlava, noi facciamo prevalere nel momento la competizione, poi baci e abbracci e qualche lacrima!

Ormai la prossima settimana abbiamo le prime prove, dette verifiche intermedie, un pre-esame per il 1 livello.

Se ascolto i colleghi vai subito a prendere le gocce! ma suvvia rilassiamoci qui è probabile che rischi pure l’Ente perchè…

Perchè se vien male vuol dire che anche la progettazione didattica non è stata all’altezza.

Siamo disoccupati o lavoranti occasionali e sicuramente la qualifica che si otterrà, ho l’impressione che non abbia alcun riscontro nella volontà di qualche istituzione (pubblica ed anche privata) di offrirti un lavoretto.

Lo chiamo lavoretto perchè il sordo viene visto meno grave del cieco, non so se avete la stessa impressione, poi la LIS ha 25 anni, è ancora instabile, ci sono termini non codificabili e i segni non possono essere altro dalla mimica,dall’ emozione , dalla volontà di comunicazione in qualsiasi modo con il sordo.

Credo che in primis necessiti questa voglia di comprendere una persona che spesso viene emarginata e quindi si racchiude nel suo circolo (ma se vogliamo l’integrazione dobbiamo capirci e magari controbattere).

Tanti modi ci sono per farsi capire, fino all’essere disperati (ho sete, fame, freddo..) e la LIS studiata da entrambi (sordi e non), sopratutto in giovane età consente di pretendere a tutti, doveri e diritti.

E’ comparso per la seconda volta il docente che non è muto. Un personaggio totalmente diverso sia con il modo di apparire sia di insegnare. Per un tradizionalista come me, tendente a giudicare l’estrosità, è giunto il momento di scavare dentro.

Su di me nascono delle liberazioni mimiche collegate alla musica, alla fiducia del gruppo, alla stima complessiva. Si balla e quindi si ascoltano suoni e parole  che bello ma…….. alla prossima!

Lis in città

Un attimo solo per aggiornarvi che la docente, sordo-muta domani ci ha preparato una sorpresa (dopo i tanti sbuffi e segni o segnacci!) e nelle 8 ore  di lezione stop and go, nel pomeriggio (si segna, ma io ricordo solo il mattino, che sono le 2 mani che si aprono come il sole che sorge) usciremo dall’aula bunker e faremo 4 passi e 8 segni e ci illustrerà le cose che vedremo: in primis gli sguardi delle persone.

Se andremo in un bar abbiamo già imparato come si illustra caffè, cappuccino…..però a quanto si paga ancora non ci siamo arrivati….buone notizie?

A domenica per chi ha dei piaceri silenziosi ma molto maneggevoli!

La classe LIS

Ormai son passate due settimane e si arriva al sabato sera alle 18 dopo 38 ore settimanali di silenzio (ma non tutti riescono a tenere la bocca chiusa) che tornati a casa non hai molta voglia di ascoltare la televisione.

Lo sforzo visivo e mnemonico è molto elevato e vedo la differenza di neuroni fra me  e i giovani trentenni e quarantenni. Ma c’è anche chi con soli 7-8 anni percepisce bene e ciò mi fa ritenere che la voglia di imparare è ancora da aumentare.

Chi è abituato ad essere apprezzato , si trova molto male se su un nuovo tema si vede scavalcato (la scuola come competizione poi si trasla su tutti gli avvenimenti della vita , e sarebbe utile affrontarli nei momenti di fidanzamento o come si chiama oggi per capire se accettiamo il valore/successo anche del nostro amore!) quindi aggrotta le ciglia (è gia LIS questa) e invece di capire guarda con invidia la prestazione dell’altro.

La LIS serve anche per soffrire, certo è una mia semplice osservazione da principiante, ma il disabile (sordo, muto, cieco) che prova? Nel vademecum che ci hanno appena fatto intravedere viene detto che bisognerebbe portare i tappi e metterli nelle orecchie per sentirsi nel mondo dei sordi.

Se  facciamo una  prova ci sembra di vivere in un  altro luogo, un altro mondo, le nostre certezze-emozioni sembrano dileguarsi.

Smarrimento ecco cosa provo. Invece in classe c’è allegria, l’insegnante se vede i nostri visi ebeti ripete, sia con il gesto delle mani che muovendo le labbra e noi ripetiamo.

Molti si sono ritirati , in alcuni casi piangendo per l’intensa amicizia provata (l’essere disoccupati e avere la sensibilità per l’inclusione sociale può far aumentare le reazioni emozionali) ma contente per uno straccio di lavoro trovato.

Certo i subentranti devono essere molto in gamba per afferrare i contenuti perchè qui il silenzio è d’oro!

L’esame….mi ha fatto sorridere, conoscendo la burocrazia del FSE necessita impegnare almeno 6-8 ore e qualche partecipante è sbiancato: 6 ore di esame non è possibile!.. 6 ore per i docenti ovvio…ma la paura fa..2 mani quasi tutte aperte (il pollice no!)

Andate a leggere la proposta della scuola di Cossato nel Piemonte. Di questo comune scrissi 5-6 anni fa per l’innovazione multimediale . Se ti va leggi http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/casehistory/381/p2/sistema-piemonte-lict-a-cossato.html

IL PROGETTO LINGUA ITALIANA/LINGUA ITALIANA DEI SEGNI (LIS) DI COSSATO
IL PROGETTO LINGUA ITALIANA/LINGUA ITALIANA DEI SEGNI (LIS) DI COSSATO

LIS mia cara LIS

Come vi avevo promesso pur avendo pochissimo tempo (ormai non faccio più nulla tra 8 ore di corso, viaggio e pasti e igiene personale!!) comincio questo diario che spero possa esservi utile per avere consapevolezza su 2 settori: la disabilità come soggetto attivo e passivo e la formazione finanziata (FSE).

Sono 4 giorni per un totale di 30 ore e domani e quasi sempre il sabato sarà di 8 ore.

Siamo al momento in 17, forse domani si aggiungera un’altra donna e l’unico uomo sono io! Beatro tra le donne…pensate come vi pare ma se c’erano 3-4 uomini forse era meglio.

Da uditore sono rientrato come effettivo perchè molti hanno rinunciato per via dell’orario e poi come succede nell’ultimo anno di spesa di fondi europei , la provincia ha finanziato pure il secondo ente e molti si sono iscritti in entrambi i corsi e in funzione della selezione , del nome dell’Ente? del luogo ove viene erogata la formazione si sono distribuiti in modo che circa 35 persone su 100-120 si potranno formare.

L’inizio è stato molto duro : l’ente è la prima volta che fa formazione su un tema molto particolare e con figure professionali non ancora codificate a livello nazionale. Il tutor come sempre è 1  e trino  e in questo caso ce ne sono 4 (corso dura 550 ore).

E’ presto ma avendo lavorato nella formazione professionale, questa figura  (costo tra i 20-30€ orari) è un factotum , facniente e molto dipende dal docente.

Docente che ci formerà, una ragazza sui 35 anni, muta e sorda.

Capire , fintanto che è l’alfabeto, come in italiano, le vocali  che sono molto usate ok ,  ma per certe consonanti rare (la v o la t) è veramente difficile ricordare e poi come si inizia un discorso con un sordo?

Classe disomogenea per età (io sono il più vecchio) quindi ragazze con memoria e la mia è minore.

Che diranno? perchè sorridono? ma cosa ci sta dicendo la docente? Muta sogno!

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Corso LIS domani si inizia!

Oggi ho detto agli educatori della casa alloggio per disabili dove faccio volontariato AVULSS che non potro più essere presente il martedì per qualche mese, causa inizio del corso sulla Lingua Italiana dei Segni .

Il sordomuto presente quasi che mi fossi immedesimato su quello che spero di apprendere si è messo vicino a me dopo esserci scambiati dei contatti con la mano in viso in quanto lui si era appena rasato!

Ho parlato degli odori delle piante aromatiche portando 2 rametti presi dal mio giardino: 1 di rosmarino e 1 di salvia.

Una signora con difficoltà di ambulazione li ha odorati e ha indovinato al 50% ,scambiando la salvia con il basilico, sugli uomini l’argomento orto attira poco.

Dagli aromi son passato ai profumi e qui le donne hanno alzato le orecchie e quindi ho approfittato: ho fatto prendere da una che sta benino uno dei suoi tanti spry….e se l’è spruzzato davanti a noi.

L’essenza era alle rose….e gli uomini sembravano nauseati dal troppo dolciastro profumo, ma lei invece si beava e sognava l’ennesimo fidanzato che ora ha individuato in una casa alloggio vicina.

Poi il solito lavoro di far scrivere quello che avevo detto con l’aiuto di altri volontari. Ma qui i risultati sono poco evidenti data la diversità fisica e psichica dei partecipanti.

Certo che con il sordomuto non sapendo come comunicare è ancora più difficile, ma allora lui mi ha preso il libro della LIS e lettera per lettera ha scritto una frase.

Veramente spero di capire e saper fare questi segni...forsa dita dalla penna alla magia!!

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La Croce, l’Avvenire, il Foglio, giornali scoglio!

Ho ancora un paio di giorni prima di affrontare l’inizio del corso LIS e sto cercando di pensare (dovrei anche provare!) di come organizzarmi per prendere il treno ad un orario per me ora insolito ma per chi lavora sicuramente comodo.

Fare la barba quando, come, incastrare l’uso del bagno con gli altri componenti familiari.

Sono 33 anni (che numero!) che non vado più ad una scuola con esami finali, per tempi lunghi con finanche l’ottenimento di una qualifica. Ma sarà volontà dell’ente farci imparare? Nella commissione ci sarà un terzo?

Che strano al liceo l’importante era passare ora che ho poco tempo l’importante è sapere, saper fare..

Nel susseguirsi di questi pensieri con qualche ambascia è nato il quotidiano “La Croce” diretto da Adinolfi, l’omone grosso ex PD che non sapevo così devoto.

 Leggo, in biblioteca, perchè sta abbandonato in una solitudine deprimente, l’Avvenire, il quotidiano dei Vescovi, certo, ma ben fatto e di norma con buon equilibrio. Ci sono autori che apprezzo molto , ad es. i proff. Bruni, Becchetti, a volte Zamagni e il direttore Tarquinio, sempre misurato.

Il giornale ormai è solo per me, me lo porto al piano di lettura bello lindo. Non c’è pericolo che qualcuno l’abbia letto e ora che vado al corso costituirà un ammasso non sfogliato.

Il giornale “La Croce” invece non si trova, in edicola , nell’Italia Centrale, tranne a Roma o in qualche grande città ,non è arrivato. Certo il titolo è forte , può dare fastidio, va interpretato nel contesto attuale senza voler negare che la Croce con il Cristo è l’altare più frequente. Il sito è ancora modesto e ci sono comunque articoli chiari e inconsueti.

Cito pure il Foglio che dovrebbe perdere il suo mega direttore Ferrara e mi sembra un giornale di nicchia un pò altezzosa,  senza l’umanità caritativa che posso ritrovare sul periodico “Tempi” di Comunione Liberazione che utilizza la cultura religiosa come alimento per la fede (è difficile e quindi adatto ab initio in  ambienti accademici  e universitari ).

IL Foglio però non è facilmente leggibile per chi ha  l’animo semplice e sta a contatto con la parte più debole della società quindi chi vuole capire la valutazione dei fatti con gli occhi della cultura cattolica deve scovare cosa e come giudicare i comportamenti, gli eventi.

Famiglia cristiana, è troppo di sinistra? L’Avvenire è troppo moderato, il Foglio è amico dei potenti?, La Croce è amica del Papa o dei Conservatori?

Il fratello bisognoso mi chiede di parlare con lui (LIS compresa), di sorridere con lui, di prenderlo per mano. Spesso non sa leggere le dotte interviste. Quanti mondi ….un solo futuro!

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tagli e ritagli

Tagli (meno post).

Visto l’orario del corso sulla LIS che inizierò il 27 gennaio, penso che più di 1 post a settimana mi sarà impossibile inserire e magari se riscontro interesse, sarà il diario di un’esperienza con le donne di questa innovativa formazione , con un docente sordomuto e con la voglia di imparare una professione per le famiglie dei disabili e relazionare con loro e con chi offre quei pochi servizi pubblici e volontari .

Non credo che avrò remunerazione ma sapere che io so fare qualcosa che a qualcuno (1%) e ai suoi familiari può essere utile mi motiva, perchè scrivere mi piace assai ma devi stare sereno e non essere deluso perchè non hai un lavoro sul quale ti senti ma non sei sicuro che lo sei veramente, di qualche valore

Ritagli (di notizie e non solo)

Proprio in questi giorni è stato tagliato il fondo per le cooperative di ristorazione all’interno delle carceri. Si parla di una cifra ridicola come 3 milioni di euro quando il tasso di recidiva costa allo stato 40 milioni di euro.

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Allora ci rileggiamo durante la prima settimana di corso LIS, vediamo se posso essere di aiuto a qualche lettore per inclusione sociale