Che tempo che fa!

Fazio tanti anni fa credeva che la metereologia potesse allietare i week end televisivi ma oltre a quel pacioso de La7 mi pare si chiami Corona non mi fate ritornare su Google  la memoria mia è ormai in mano alla molecola antidepressione che finisce per z ma non è Prozac, è nuova, ti fa dimenticare e vedi che funziona, solo Bernacca conquistò la fama.

Si poi c’era pure un piccoletto e mi pare che il figlio ….

Ma piove, c’è il sole e  “tutte le gatte fanno l’amore”, son le parole, che escono dalla testa e le dita giocherellano sulla tastiera stinta dai tanti battiti dei polpastrelli dei 2 indici (mica uno).

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Però qui è così : chicchi di grandine e pensi ai fiori dell’arancio, ai micrograppoli della vite alle foglioline dell’insalata appena spuntata dall’umida terra e poi si riaffaccia il sole come un’altalena.

Correggere il testo, segno di rispetto per chi legge. E’ fatica, chi l’ha detto che scrivere è liberatorio? Prescrizione semmai.

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Essere o malessere

Volevo aprire un altro blog dove le parole fossero loro le padrone e in più cambiando piattaffaroma (ma il software è romanista?) c’era pure Adsense ma non aveva sense!

Di social sono stanco anche i talk show che ho visto in tutti i canali non li reggo più.  Di Martedi è un mese che chiama il dott. Cazzola che gli è pure scappata, senza accorgersi, la frase che ciò che ha detto il ministro Padoin è una “supercazzola“. Poi quando si è accorto a fatto cattivo viso al buon gioco.

Anche la Radio mi ha prodotto nuovi elletromagnetismi. Prima anche se era difficile sintonizzarsi, ascoltavo solo Radio 1; collegamenti, giornalisti e tante promesse, adesso davanti al pc e alle ptc, ho solo Radio2 che è piena di gente che cerca di farti sorridere.

Ridere è altro e poi c’è di mezzo il Dna. Conosco persone che ridono se vedono Franco Franchi, Bud Spencer ma non con Peter Sellers.

Shakespeare , ho dovuto scriverlo su Google perchè sono un italiota , ma una volta mi vergognavo di cantare l’inno di Mameli ora se non lo sai ti guardano storto, mi ha ispirato il titolo di questo post.

E’ morto il 22 aprile di 400 anni fa e pure De Cervantes che con Don Chisciotte mi è più familiare, è morto lo stesso giorno.

Ho letto sia l’uno che l’altro e con meraviglia riuscivo a seguire, con coinvolgiment,o le storie amletiche.

Ma insomma possibile che sia ritornato il tempo dei ponti e tutti a disperarsi che il 25 aprile pioverà! Ma allora Renzi ci ha reso più ricchi!

Non se po’ dire sennò che uomo di cultura sei. Infatti scrivevo di agricultura.

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Per tua conoscenza (PTC)

Si, sono come uno dei tanti gratta e vinci l’illusione anche se come Marchigiano, ho braccino corto, ho visto il trailers del film commedia “Nemiche per la Pelle,  dove lo diceva la Gerini che è l’attrice principale insieme a Margherita Buy e credo ci sia da sorridere e riflettere (più mamme, adozioni, figli stranieri, educazione lascia fare e questo non si può).

Ma ritorno al titolo, sto nel web a scandagliare i PTC americani, portoghesi e orientali.

Il tutto per un caffè scontato a 0,90 centesimi quando ho voglia di prenderlo con barista creativa.

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Mi sono anche iscritto a TSU pensando che fosse un inizio di chiacchiere colletive e magari con qualche tutorial e con pubblicità che ritornasse agli autori..ma non ho avuto la sfrontatezza di essere mamma e cercare figli, quindi solo fratelli (followers friends) da buon cristiano peccatore e senza misericordia praticata.

Ma se qualcuno dopo tutta questa genitorialità diffusa e stramba, volesse adottarmi come ambigua madre ecco il link ad invito http://www.tsu.co/Ste55.

I musei accessibili tra tecnologia, LIS, percorsi tattili e buon senso — MetropoliZ blog

Nuova  umanità!

Accessibilità degli spazi, quadri da toccare e guide in lingua dei segni si sposano con la tecnologia per il museo accessibile del futuro. Se si parla di arte si parla di emozioni a “tutto tondo” che coinvolgono tutti i sensi; è questo l’obiettivo di tutti i musei, e tanto più dovrebbe essere quello dei musei aperti alla […]

via I musei accessibili tra tecnologia, LIS, percorsi tattili e buon senso — MetropoliZ blog

Da tempo non scrivevo e per ora meglio disseminare!

La gabbia

Subito verrebbe in mente la trasmissione che guardano con share del 3% sulla rete la7 con un metodo senz’altro populista che al momento , come ritorno al passato, pare piaccia al popolo.

Invece con leggerezza e senza particolar pensiero di lettori interessati a josa ho pensato alla gabbia per uccelli. Ne ho 2 di gabbie che da quando una gazza mi ha ucciso con la violenza insita nella giusta natura degli animal,i sono rimaste vuote.

Vorrei riprendere un canarino o una cocorita ma rimando anche perchè di tempo per i miei hobby ora ne ho poco (si vede anche da come maltratto il blog).

Ma il pensiero mi viene perchè ogni giorno che rientro a casa trovo nel giardino il “mio” pettirosso. Ne ho già parlato ma questo è il mio blog quindi non posso tacere che mi sembra di essere San Francesco!

Oggi toglievo l’erba che invade il prato delle margherite fiorite con questo clima da primavera (16 gradi, ho paura che ritorni il gelo e allora sarà un dolore per le gemme dei frutti) e lui mi si è posato sui rami ormai secchi della vecchia vite.

Stava in posa, lo chiamo Pippo, sono rientrato in casa, era ancora lì, voleva la foto,

e allora eccole. Io provo gioia e quindi ho scritto!

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Donna…cosa si fa per me!

Le statistiche si soffermano : stipendi più bassi con conseguenti pensioni minori, più alta disoccupazione, più elevati voti a scuola, enorme divario nel frequentare la messa e i sacramenti, suore più numerose dei preti, volontariato non ne parliamo, nei servizi socio-sanitari i maschietti sono la maggioranza come primari, capi dipartimento.

Un fatto nuovo….sabato alla trasmissione “Che tempo che fa” lo scrittore giornalista Gramellini (milioni di copie, per me è la Tamaro al maschile e lei mi piace tanto) dice che il macho è una falsità perchè noi abbiamo dentro un femminile che dobbiamo far uscire (noi maschi).

Si partiva da Mancini , da Sarri, ieri son venute le parole di De Rossi sugli zingari. La parola sfugge , lo scritto è più controllabile ma è fuorviante dividerci in uomini e donne (comodo solo su Canale 5)?

Sono dei Gemelli con ascendente bo!, allora sarò un maschio con sensibilità inconsuete ma perchè devo rinnegare quello che ormonalmente, anatomicamente, sono!

Oggi mi sento donna, mi sembra un principio improprio, certo se piangevo da bambino mi dicevano non fare la femminuccia ma poi sollevare un peso era più agevole per me rispetto a mia sorella.

Poi può capitare nei ragazzi la scoperta del sesso con lo stesso sesso, forse si ha meno paura, ma culturalmente creare complemetarietà nella diversità  oggi è considerato fascismo. Io ?

Libertà di essere: ma  non siamo padroni di tutto e ad esserlo stiamo rovinando il mondo alle prossime generazioni.

Non ho quasi niente di macho ma sono un uomo, maschio e terribilmente attratto dalla bellezza a volte indescrivibile della donna. Ma ho bisogno di un padre, di un nonno, di non rinnegare tutto . Non è una moda partorire è la massima potenzialità di un individuo che non riesco a immaginare.

Certo prima era donna, mamma, amante ora è INPS, gestione separata. Non conviene.

 

 

A fatica…

Dopo molto tempo mi ritrovo qui perchè mi piace la piattaforma e lo scrivere viene spontaneo. Ma come sapete avevo optato per un blog specializzato sulla LIS , lasciando qui le emozioni sui fatti, sulla vita, sulle letture.

Poi il mese di dicembre ha causato lo stop sia della mente che del tempo con la malattia di mio padre e l’inizio di un’assistenza giornaliera ospedaliera.

Pertanto è un percorso lungo , interiore ed esteriore ma inevitabile. Trovarvi del positivo ancora mi è possibile per merito delle sue condizioni di spirito ma ho già visto che la volontà non vincerà ne su di me ne su altri.

Ma scrivo anche per qualche dollaro…quindi per proseguire se volete metto la recensione su un libro particolare. La pubblicazione è avvenuta su Ciao.it.

La Montagna dalle sette balze di Thomas Merton

Premessa

Dare un tre al libro autobiografico del monaco Merton forse è un peccato magari veniale, ma leggere 600 pagine scritte negli anni ’50 sul desiderio di amare Cristo e sulle varie traversie della sua vita può essere un consiglio che attirerà pochi lettori e quindi lo giustifico come una scelta dettatata forse dal mio attuale contesto di vita.

===IL Libro==
Più del testo, corposo, spesso proponente una religione che pare una totale resa dello spirito indomito dell’uomo alla trascendenza e quindi realmente difficile da accettare in toto per chi non ha una fede infuocata che il trappista Marton possiede, la mia riflessione la collego sul perchè, sia riuscito a leggere un tal siffatto libro.

Ho un’edizione del 1956,con pagine ingiallite, trovata in qualche biblioteca prima di essere buttata. Con una copertina in brossura rilegata e il prezzo di 1800 lire, edito da Garzanti.
Cosa mi ha spinto a ripercorrere insieme all’autore di cui ignoravo l’esistenza ma che leggendo le prime pagine sapevo nato nel 1915 e quindi poteva essere morto da poco od anche vivente?
Ecco stavo al capezzale di mio padre di 90 anni che lotta (forse si, forse no) per avere una vita anche se certamente molto limitata e a volte incosciente.
Forse il tema? La ricerca di un Dio , le prove, le tante chiese di campagna nel sud della Francia quando era un adolescente e che viveva con il padre, pittore, avendo perso la madre a 5 anni?
L’aver visto anche io quei luoghi dei Pirenei francesi ed essermi immerso nei boschi, nelle guglie, in quella ricerca del silenzio che un bosco può dare.
Non lo so ma andavo avanti ogni tanto guardando mio padre, dormiente o richiedente un intervento per impedire che il catarro ostruisse la trachea.
Forse la voglia di vivere come un santo espressa dal futuro monaco può avermi indotto a riflettere.
Ma la sua religiosità è più collegata alla negazione del mondo, il suo desiderio è di vivere come monaco provando e cercando di capire quale Ordine fosse più adatto a lui.
Di ognuno l’attirava qualcosa: i Certosini, i Francescai, e i Trappisti.
Un’infanzia poco religiosa con un padre che intendeva la Religione come una scelta da fare e non da imporre e lui era protestante.
Certo fino ai 20 anni lui ha vissuto normalmente e cercava il bere, le ragazze, ma il libro ha l’imprimatur della Chiesa, quindi non esiste frase che possa trovare nell’oggi un riscontro.
Solo il suo pentirsi a 25 anni della sua vita precedente mi induce a considerare con quale intensità l’esistenza era vissuta. Allora si era grandi a 15 anni.
Io 60 enne rifletto ora, a contatto con la sofferenza, sui valori, sulle ingiustizie e della sanità son tante e le più crudeli, ma non ho la forza di lasciarmi andare alla volontà di Dio che è il leit motive del libro .
Proverà anche la delusione di una prima rinuncia nell’entrare in un monastero e quando finalmente dopo mille paure di essere un peccatore si battezzerà , riuscirà con gradualità ad arrivare al monastero trappista, ordine questo di cui rimase entusiasta nell’andarlo a vedere vicino a Roma, ove visitò le chiese che sempre lo attrassero ma dove per la prima volta comprese che non c’era solo l’arte ma anche uno spirito, un altare che attirava a se.
Il libro è piacevole nelle prime pagine, da lettore laico dove l’autobiografia scorre con belle illustrazioni dei paesaggi francesi, inglesi e poi americani dove la sua vita si svolse. La guerra vivendo l’autore in America viene vista da lontano e la sua chiamata alle armi negli anni ’40 denota una scarsa necessità di uomini da parte dell’esercito americano che lo esonera per avere un’insufficiente dentizione.
La sua vita è piena di tentativi di scrivere romanzi, poesie. Di essere dentro lo staff di giornali, riviste.
Di insegnare letteratura Inglese agli studenti della Columbia University ma il silenzio assoluto lo chiama.
Troverà nel Monastero forse una contemplazione attiva, dovendo i frati produrre da se i loro sostentamenti: lavorerà la terra, farà il boscaiolo ma anche i superiori capiranno la sua qualità di scrittore e giù a tradurre le vite dei santi, a produrre guide per i novizi.
Le ultime pagine raccontano che questa sua capacità di scrivere lo allontanava dal deserto e avrebbe voluto estraniarsi, vivendo solo del rapporto assoluto con Dio. Ma un monastero anche negli anni 50 era luogo da gestire, quindi ora et labora e per Marton doveva essere lo scrivere.

La montagna dalle sette balze (Thomas Merton) IMG_20151231_102228 - La montagna dalle sette balz