Diario

Scriviamo amici e facciamolo per noi. Allora prendiamo carta, magari un bel quadernone e mettiamoci una data, quella di oggi o di domani ma non rimandiamo di tanto. Una giornata è qualcosa che non riaccadrà nella sua noia, gioia, illusione , amore. Una volta si chiamava diario oggi con gli smartphone si potrebbe registrare la nostra voce-pensiero ma per me i sensi devono funzionare ,se possibile, tutti quanti, quindi anche un buon profumo di ottima filigrana (carta che dura, se ne spendono tanti di soldi che vanno in fumo!) non guasta.

Che mi è successo? quel tal tepore o pioggia mi ha permesso di….. Scrivere senza pensare di rileggerlo. Anche se resta lì , in qualche fondo di cassetto, nascosto dagli sguardi peraltro poco curiosi dei familiari, difficilmente lo distruggerai perché c’è comunque la tua vita. Forse dovrai scrivere con ermetismo, capisco, fra molti anni quelle sigle saranno incomprensibili.

Anche questo è un segno umano, il non potersi sempre capire nell’ ora, non un tempo che è stato.

Pesce fresco?

 Fritture miste

 

  • Tra Tavecchio e Lotito non mettere il dito
  • Tavecchio e Galliani due classici demo…..
  • Agnelli cerca i Preziosi gioielli ma alla fine preferisce una Lega
  • Albertini era l’uomo dei Pierini
  • Abodi, abladà, il calcio è questo qua!
  • le cose camminano con le gambe delle persone. Tutti fermi. Impossibile fare un passo indietro
  • Sono il padre di questa comunità. Che fatica!
  • Conte . Un anno sabbatico per ritornare a vincere! Nuovo allenatore della nazionale, oh yes!
  • Forza azzurri…..freschi, italici, saporiti ora anche con un po’ di Pepe. Visibili sulle varie spiagge !

Bassa marea

Bassa Marea

Credevo in un successo

ma ora vedo,  adesso

basta, non posso essere un fesso!

Ho sopportato l’illusione,

silenzioso , annullando

l’anfitrione che è nel mio

clone. Ora basta parole, solo

parolone, così sarò

coerente con la vita da

cialtrone che mi avete addebitato voi,

valutatori di  persone!

Calmarmi e perché? Oggi non mi

rimane che un caffè, una cialda , avvelenata

da una voluttuosa Mafalda.

Sulla riva piccole spugne

di mare mi ricordano quanto ti

volessi stringere e ora ho solo

un po’ di sale da assaporare.

4 anni fa!

Il WordPress si è intromesso nella mia sonnolenza di blog per ricordarmi che il 4 agosto o il 5 è stato l’anniversario del bimbetto multimediale. Ancora sta all’asilo e non so se farà le scuole visto le prospettive poco edificanti se colleghiamo l’istruzione di massa con la distruzione di speranze.

Spes, una scritta sempre più rara nelle maglie di società dilettantistiche sportive. Era un investimento, scritta breve, risparmio nella grafica, nessuno si poneva cosa significasse, l’importante che vinceva.

Un pò come la messa in latino, la frase onomatopeica “Ora pro eo” che forse qualche bischero di Liceo scientifico (sto frenando!) non sa cosa significhi era detto da mia nonna con non curanza pur essendo analfabeta e  che mai ha capito come Walter Bentivegna nel 1962 salendo in barca abbia ucciso la Giuliana Lojodice (in realtà cadde in barca ed era incinta, vado a memoria) essendo stato giustiziato poi dopo qualche giorno è riapparso tranquillo al telegiornale.

Questo blog è morto, risorto, ma forse non è più lui anche dai lettori che si iscrivono, muti, e quindi mi domando chi sono ancora io?

Multimediale silenzioso…lo sviluppo della crisi…(criptico!).

Per carità non vi voglio intrattenere più di 4 minuti ma se c’è qualche giovane per farvi rivedere cosa a quei tempi ci dava spes (il giorno dello sceneggiato!)

La Pantera di Stefano Benni

Non ho mai letto nulla di Benni , vedevo per casa qualche anno fa il libro “Bar Sport” e non so se è vero, mi ricordo che dicevano che era molto ricco di spunti per sorridere. Qui non ho trovato sorrisi ma un’attenzione a due tipologie di donne. La prima che da il titolo al libro, sembra una particolare donna in carriera, bella ma uomo, più sicura di loro, più virile, scusate l’assurdo. Infatti nessuno poteva vincere al gioco della stecca contro di lei quando, tolti gli occhiali neri il suo sguardo era come ” lame di coltello”, così lo descrive l’autore.

Il narratore è un ragazzo di 15 anni costretto a lavorare in un salone posto quasi sottoterra, dove sono situate le sale dei biliardi. Sale frequentate da una popolazione descritta con ironia e amore del beffardo, tipi alcolizzati in cui il gioco è il loro ultimo fine e anche un possibile guadagno. Lei, la Pantera, vince anche con la Chiquita, donna di una stazza enorme quasi per contrapporla a lei che immaginiamo e dalla copertina e dai disegni fumettistici, presenti nel libro e realizzati da Luca Ralli, disegnatore professionista, donna esile , scattante. Le donne però si rispettano e parlano di amori, amori che solo nell’ultima sfida con l’Inglese assumono toni quasi drammatici. La sfida è in equilibrio, ma lui sente che per lei rappresenta anche altro oltre al gioco. Forse trovatosi a questo bivio magari inaspettato, l’Inglese perderà e forse per non aver saputo reggere ad un possibile suo cambiamento, si ucciderà in albergo.

Stefano Benni definisce il loro comportamento come destino degli Dei quindi con strade difficilmente modificabili. Non immaginavo che il piccolo libro contenesse anche un altro racconto ,più semplice, meno originale come storia, che ci fa tifare per Aixi, una dodicenne vissuta su un litorale, pescatrice, circondata da vecchi pescatori, in un’attualità della fine della pesca in mare per sfruttamento, per uso di bombe, per degrado ambientale. Un padre morente, una capanna, senza soldi per le medicine.

La crisi in formato pescatori per Benni. Il finale è forse scontato anche se offre al lettore una speranza, una scelta perché troppo ha ammirato la forza e l’amore di Aixi per il padre .

Presidente, paura e bisogno

Noi italiani abbiamo la necessità di affezionarci a qualcuno, non siamo un popolo aggregante ma individualista. All’interno di una stessa Regione c’è quasi odio fra un campanile ed un altro e lo sport peggiora questi sentimenti.

Un uomo solo al comando e oggi Vincenzo Nibali, poco importa se corre per Astana, squadra credo dell’Ucraina, è il riscatto dell’italiano fermo, tifoso, deluso.

Per quanto esistano persone contrarie a Renzi, lui spavaldamente parla alla UE, sicurezza  che raramente abbiamo dimostrato, preferendo stanze chiuse.

Va in Africa dove probabilmente vendiamo armi e speranze cristiane ma era da un po’ che le Istituzioni non parlavano di economia in quei luoghi ricchi di materia e di sopraffazioni.

Napolitano, il gran padre, con la commozione senile e tutti a sbandierare al suo passaggio con la mater familia Clio, ma guai a parlare di Governo, Camera, Senato, seppur questi signori ci vivono da sempre.

Berlusconi con il suo modo di fare da adepto della PNL ha conquistato donne e mercanti ma certo non Mediaset, Forza Italia.

Che fine ha fatto il dott. Barca che voleva e vorrà ricreare una aggregazione dal basso, cooperare con la società , con le idee di confronto, cioè far lavorare tanti e non solo ubbidir al comando?

Presiedere o solo sedere? Conoscendo il passato e nostra identità non potremmo favorire l’uomo e nel contempo valutarlo e dandogli tempi vincolati?

Bene comunista

Sono un po’ di giorni che non scrivo ma non me ne ero accorto. Sembrerà strano ma l’ho motivato con la scala di Maslow  http://it.wikipedia.org/wiki/Bisogno  dove però il bisogno ultimo sulla sua scala lo rovescerei nella motivazione a non aver scritto qui per giorni.

Scrivere è un bisogno, si lo è. Ma se qualcuno per scrivere 200 parole, non a vanvera si intende, mi offre 20-30 centesimi, si centesimi, ecco che io scrivo. Ho due strade : quella di Maslow che mi ha fatto aprire questo blog 3-4 anni fa e la percezione che io guadagni qualcosa , scrivendo.

4 anni fa avevo uno stipendio medio-basso, lavoravo, e sicuramente non mi sarei mai soffermato su qualcuno che mi proponeva 30 centesimi, anzi avrei constatato come ormai eravamo un esercito di scrittori, giornalisti, pubblicisti, laureati in comunicazione e avrei blaterato qualcosa.

Ora faccio il conto 30 centesimi sono 9 euro al mese x 12 sono 108, magari 110 in un anno. Mi pago 2 viaggi a Milano se mi offrono l’alloggio senza pesare sulla famiglia.

Ragionamenti assurdi come quella parola che in ogni luogo rieccheggia nelle mie orecchie: bene comune.

In Parrocchia, all’equo solidale, alle associazioni di volontariato, dal Sindaco. Ma all’atto pratico che vuol dire ? dobbiamo favorire la cooperazione, condividere, meno ma a tutti, abbasso i padroni ladri, chi sfrutta il lavoro, chi ruba…..e il cielo è sempre più blu.. caro Gaetano.

Ma allora la parola comunista è buona? No per carità quei 4 scalmanati ideologhi di Rifondazione però comunista e se la chiamassimo Rifondazione Comune. Ah! sentite come suona bene, lo strumento come le auto da corsa nelle gare, è parte integrante del successo!

Cari figlioli Rifondiamo le vittime comuni (eh si!) dell’odio e dell’intransigenza.

Agricoltura sociale, primo passo! Camera approva

Avendo ancora e penso per parecchio tempo ancora 2 rami del parlamento non si può dire che abbiamo finalmente una legge quadro ma che siamo forse più che a metà del guado. Per chi è interessato il 18 a Roma si potrà conoscere in dettaglio la proposta e verificare come certe aziende, come la Biocolombini, che trovate anche descritta negli anni passati nel blog, abbiano con intelligenza e onestà ampliato i suoi servizi sul settore rural-social.

Riporto il comunicato stampa del forum relativo all’agricoltura sociale

Approvata ieri martedì 15 luglio alla Camera dei Deputati la legge
sull’Agricoltura sociale
Nettamente positivo il giudizio del Forum Nazionale AS

Il Forum Nazionale Agricoltura sociale esprime un netto giudizio positivo per l’approvazione, da parte della Camera dei Deputati del DDL “Disposizioni in materia di Agricoltura Sociale”.

In questo modo si corona un lungo iter legislativo che il Forum Nazionale ha seguito fin dall’inizio e nel susseguirsi dei diversi governi. Il testo varato dal Parlamento, che successivamente passerà al Senato, servirà in primo luogo a riconoscere, legittimare e sostenere le molte importanti esperienze di aziende agri sociali e cooperative sociale, nate e sviluppatesi nel nostro Paese.

Esse sono espressione della capacità dell’Agricoltura di dare risposte multifunzionali ed innovative ai bisogni della società ,in particolare in questa fase di acuta crisi che ormai da anni ha visto l’insorgere delle nuove povertà e l’agricoltura sociale è anche uno strumento di lotta alla marginalità ,favorendo la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, aprendosi a processi di inclusione socio lavorativa.

Il Forum, che sin dalla prima ora ha sostenuto la necessità di una legislazione quadro nazionale, auspica che questa svolta possa favorire il diffondersi delle esperienze di Agricoltura Sociale in tutte le Regioni ed inoltre, che le stesse provvedano a legiferare laddove sprovviste, mentre le altre Regioni armonizzino le proprie normative alla luce dei principi di quella nazionale.

In particolare il Forum sottolinea che questa Legge dovrà favorire le politiche per l’ A.S. nei nuovi programmi regionali di Sviluppo Rurale.

Per affrontare tutte queste tematiche il Forum Nazionale AS invita tutti venerdì 18 alle ore 9,00 al convegno “Legge Nazionale Agricoltura Sociale tra prospettive future e nuove opportunitàche si svolgerà presso la sede INEA di via Nomentana 41.
 

 

La missione

Ancora un po’ stordito, per aver visto esaudito il mio sogno di essere presente dentro un bisogno di novità letteraria, (www.luogos.it) dal sapore dell’impresa temeraria, descrivo il disegno ordito.

Ma nella normalità sono stato ad un incontro sulla missionarietà. Un parroco non roco, pie donne dette le colonne, rari uomini disamorati di calciatori super pagati.

Preti di strada, Papa argentino, cerchiamo , cristiani, di fare casino.

Usciamo dal santuario con facce da mortorio , lo sapete che Lui non è più all’obitorio!

Spargete la voce , c’è anche la croce, ma se ami il fratello forse il fine non è sempre quello.

Carosello tedesco, che bravi sti precisoni ma noi siam artisti di gran confusioni.

Preghiamo compagni, insieme non farem danni, Gesù è venuto anche per te caro il mio scriba, tu finora hai detto e ora, costretto, vorresti un lavoretto!

9788806208554