Pinocchio e la quercia.


La recente nevicata ha fatto strage di alberi e rami e tutt’ora i comuni fanno fatica a risistemare  e per molti anni il paesaggio sarà diverso. Nel mio giardino l’abete bianco alto 4,5 metri e di circa 10 anni è lentamente crollato su un ulivo di 70 anni, ma si è appoggiato e l’ulivo con le sue fronde flessibili lo ha accolto. Ma inevitabilmente è stato segato ed ora al suo posto c’è un minuscolo alberello di arancio che se ne stava su un grosso vaso, penso stretto come un pendolare della linea Cassino-Roma o dei Castelli Romani e che ora può pensare a distendersi , anche se a fine anno avremo la terza neve consecutiva ahimè  , gli agrumi (utilizzati per il loro verde onnipresente) li vedremo solo al mercato (km …poco zero!).

Quindi la tutela di alberi storici e che ci hanno anche accompagnato nella nostra fantasia di bambini fa parte di quelle buone notizie del mattino che vi segnalo.

Ecco dal web la notizia.

La grande quercia, che ispirò il Collodi per l’impiccagione di Pinocchio, compiuta dal Gatto e la Volpe, è divenuta monumento e ora sarà ufficialmente un bene paesaggistico: lo ha deciso la Consulta tecnica per le aree protette e la biodiversità della regione Toscana, accogliendo una richiesta del comune di Capannori e del Wwf.
La pianta, una quercus pubescens, ha oltre 600 anni di vita e si trova nel parco di villa Carrara a San Martino in Colle, in provincia di Lucca. Le sue sono dimensioni, è il caso di dirlo, da fiaba: alta 24 metri, con una chioma di oltre 40 di diametro. Tante le peripezie che ha dovuto passare questa maestosa quercia: i militari tedeschi, ad esempio, durante la guerra tentarono di abbatterla per farne legna da ardere; ancora, non mancano le incisioni dei soliti vandali e rami sistematicamente staccati via, come souvenir.
Su questa straordinaria pianta ci sono ben due leggende: la prima narra che essa fosse il punto di ritrovo delle streghe, le quali compivano i loro riti e le loro danze sui rami della quercia. Così la tradizione popolare cerca un perché a quella forma schiacciata dei rami e sviluppati in orizzontale dovuti, appunto, alle ripetute danze delle streghe. La seconda leggenda, invece, riguarda appunto Pinocchio che avrebbe sotterrato i suoi denari proprio sotto alla grande quercia. Se il Paese dei balocchi è una rappresentazione del Settembre Lucchese, la pianta si trova proprio lungo la strada che collega il paese di Collodi a Lucca e, quindi, potrebbe proprio essere quella sotto alla quale Pinocchio sotterrò le sue monete d’oro. Proprio in virtù dell’esistenza secolare della ‘Quercia delle streghe’, e delle leggende ad essa collegate che l’hanno resa celebre in tutta Italia, il comune di Capannori e il Wwf avevano chiesto alla regione Toscana di far diventare la pianta un bene paesaggistico, tramite l’inserimento in un apposito elenco.
Oggi, la grande quercia, dai quali rami Pinocchio fu salvato dalla Fata Turchina, già nell’Albo degli alberi monumentali del Corpo forestale dello Stato, è stata riconosciuta come bene paesaggistico, con un valore storico, estetico e culturale per il territorio.”

 

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